Relazione programmatica per l’annata 2020-2021

Sandro Sgalippa
Presidente RC Pisa 2020-2021

Gentili socie e cari soci,

inizia oggi una nuova annata rotariana: la mia annata. Un’annata che solo un anno e mezzo fa mi sembrava così lontana e che invece è arrivata molto rapidamente.

Sarei ipocrita se vi dicessi di non avere un certo timore nell’avventurarmi alla guida di un Club così prestigioso ma sono sicuro che il vostro supporto mi aiuterà nel compito unitamente a quello del consiglio direttivo e delle commissioni che ringrazio sin da ora per l’aiuto che metteranno a mia disposizione e, di conseguenza, di tutto il sodalizio.

E’ un Club prestigioso il nostro ed è giusto ricordarcelo perché appartenervi deve renderci orgogliosi. E’ questa la sensazione che ho provato quando il Governatore del nostro distretto, Letizia Cardinale, mi ha annunciato che avrebbe iniziato le tradizionali visite della sua annata proprio dal nostro Club in segno di riconoscimento della nostra lunga storia e per il nostro prestigio. Un’iniezione di auto stima non guasta, anzi, è quanto mai opportuna perché l’annata che si è appena conclusa e quella che inizia oggi sono e resteranno, mi auguro, uniche nella storia del Club per gli effetti causati dalla pandemia che ha costretto il mondo all’isolamento lasciando un ricordo indelebile in tutti noi.

Prima di addentrarmi nell’illustrazione del programma dell’annata, non posso non ringraziare Gino. Ha affrontato gli ultimi quattro mesi della sua annata con determinazione e caparbietà che, per alcuni versi, è riuscito a trasmettere anche a noi. E’ riuscito a mantenere alto l’interesse dei soci nei confronti delle numerose iniziative promosse dal Club ed ha “costretto” tutti noi a misurarci con le nuove tecnologie di comunicazione a distanza che continueremo comunque ad utilizzare ancora nell’immediato futuro.

Dopo questa doverosa premessa passo ad illustrarvi, per sommi capi, il programma dell’annata.

Muovendo proprio dalla pandemia e dalle sue conseguenze, credo di non poter essere smentito se affermassi che lo stravolgimento imposto a molte nostre abitudini le renderanno irreversibilmente diverse rispetto a prima. Il cambiamento è entrato prepotentemente nelle nostre vite e le ha modificate, in taluni casi, anche in maniera determinante. Lo abbiamo purtroppo subito senza poterlo governare se non in minima parte. Per quanto riguarda il nostro Club, dovremo invece gestirlo, governarlo e cercare di individuare proprio nel cambiamento un’opportunità per verificare se non sia il caso di riflettere sul alcune nostre abitudini. Altro affermazione che credo trovi d’accordo è che il Rotary, come tutto l’associazionismo di servizio, sta vivendo ormai da qualche tempo un momento di difficoltà determinato da molteplici fattori che i recenti eventi potrebbero anche acuire. La cartina al tornasole è ben rappresentata dalla diminuzione degli effettivi. Solo per fare l’esempio del nostro distretto, i 3380 soci al 1° luglio 2017 sono diventati 3320 al 1° giugno scorso. Nell’ultimo anno e mezzo ci sono state ben 217 dimissioni; di queste ben 86 con anzianità da 0 a 3 anni che diventano 109 con anzianità fino a 5 anni. Sono numeri che devono farci riflettere. Una volta si diceva che l’affiliazione al Rotary era praticamente a vita e che gli abbandoni erano tipici di altre realtà ma ormai non è più così e quindi questo fatto deve indurci a fare un’attenta analisi. Vorrei quindi condividere con voi un percorso di riflessione e confronto su varie tematiche con un obiettivo ben preciso: come ci immaginiamo il Club fra qualche anno. Partiremo pertanto subito dopo la pausa estiva con un questionario inviato a tutti voi in cui chiederò il vostro parere su più fronti ovvero, ad esempio, se la percentuale delle quote destinate ai service sia ritenuta adeguata, su come la socialità si sviluppi e si mantenga grazie alle conviviali settimanali, sulle modalità di svolgimento delle stesse e dei caminetti, sul loro numero ogni mese e da ultimo, anche sulla sede del Club. Raccolte le risposte e solo dopo averne parlato insieme, valuteremo se le nostre abitudini sono sempre attuali e condivise oppure è opportuno cambiare qualcosa. Questo percorso ritengo non debba spaventarci ne tantomeno vederci pregiudizialmente contrari a discuterne; il cambiamento, se governato, a mio modesto avviso può rappresentare un’opportunità.

Rotary Opens Opportunities, il Rotary crea opportunità, è questo il motto scelto dal nostro Presidente Internazionale Holger Knaack. Vedere un’opportunità nel cambiamento è pertanto in linea con il motto di questa annata. Se questo cambiamento viene oltretutto affrontato nel rispetto delle profonde tradizioni del nostro sodalizio, potremmo veramente riuscire tutti insieme a creare le migliori condizioni per dare nuova linfa al nostro Club.

Passando ai progetti, vorrei illustrarvi quelli che ad oggi hanno già preso forma.

In primis MixPisa 2020/2021; un laboratorio di idee per elaborare le strategie della città del futuro. Questa edizione, pur in continuità con l’edizione del giugno 2019, ha una progettualità completamente nuova. Si svilupperà durante tutta l’annata con quattro appuntamenti in streaming ed un convegno conclusivo in presenza, a giugno 2021. Ha l’ambizione di riuscire a presentare idee concrete per sviluppare un piano per la Pisa del futuro. Parteciperanno giornalisti, imprenditori, docenti universitari di varie discipline, professionisti e manager che si confronteranno su economia, società, formazione, turismo, scienza, sanità, urbanistica, agricoltura e nuova socialità. E’ un progetto impegnativo su cui stiamo lavorando da mesi insieme agli altri due Rotary Club della nostra città e che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Pisa, quello dell’Unione Industriale Pisana e quello della locale Camera di Commercio. Abbinata all’iniziativa, è prevista l’istituzione di un premio in favore di una start-up innovativa che operi nel campo del sociale.

Altra iniziativa che vedrà impegnato il nostro Club sarà quella legata all’aiuto alle categorie deboli. Oggi che i problemi sanitari legati alla pandemia sembrerebbero avviarsi verso una fase decisamente più rassicurante, credo sia opportuno concentrarsi sulle nefaste conseguenze sociali ed economiche che già si sono manifestate e che con ogni probabilità si acuiranno dopo la pausa estiva. Vorrei, e in tale direzione ci stiamo muovendo con l’ausilio della commissione progetti, cercare di intervenire con una certa progettualità in favore delle organizzazioni che operano nel sociale. I media e le statistiche ci dicono che un numero sempre maggiore di persone ricorrono, ad esempio, alle mense gestite dalla Caritas che, in talune circostanze, non riescono a soddisfare le crescenti richieste. Potremo, in collaborazione con loro e dopo aver capito quali siano le loro esigenze, aiutarle ad aumentare la loro capacità distributiva o a rendere più accoglienti i locali dove vengono effettuati i servizi o, meglio ancora, contribuendo agli acquisti di attrezzature specifiche per la ristorazione o la conservazione delle derrate alimentari.

Il Club interverrà anche a sostegno di quei soggetti che si occupano della violenza di genere di cui recentemente ci ha parlato in maniera diffusa la nostra socia Mojgan Azadegan. Il sistema di prevenzione e contrasto alla violenza di genere è molto complesso (centri antiviolenza, case rifugio, consultori e centri di riferimento per la violenza e gli abusi su donne adulte e minori) ed opera attraverso prevenzione, educazione, lavoro con i maltrattanti, accoglienza, ricerca, comunicazione, formazione innovazione e cultura. Il tema è molto delicato, forse non adeguatamente conosciuto o forse in parte non apprezzato per la sua reale portata ma di sicuro impatto nelle vite quotidiane di molte donne e minori. Il periodo di chiusura forzata imposto dalla pandemia ha costretto molti di loro alla convivenza in situazioni di conflitto con conseguenze che tutti voi potete ben immaginare. Proprio per tale motivo ritengo opportuno che il Club si impegni a portare il proprio contributo per cercare di aiutare anche in questo caso, quelle organizzazioni che ben conoscono la problematica con l’ausilio delle professionalità presenti nel nostro sodalizio.

Anche quest’anno verrà assegnato il Premio Galilei. La macchina organizzativa è già partita da tempo grazie all’inesauribile forza di volontà di Saverio Sani. Sarà, con ogni probabilità, un’edizione (la cinquantanovesima) diversa dalle precedenti almeno per quel che concerne le cerimonie collaterali che si svolgono in occasione della proclamazione dei vincitori. Il Club si impegnerà affinché l’edizione di quest’anno sia comunque adeguata al prestigio di una delle manifestazioni culturali più importanti del nostro paese. Dobbiamo inoltre iniziare a pensare all’edizione del prossimo anno (la sessantesima) ed in questa direzione ci stiamo già muovendo, per cercare di organizzare l’evento in maniera degna di un anniversario così importante. Non anticipo niente per scaramanzia, ma con l’impegno di tutti potremmo veramente risollevare le sorti di un premio che continua a scontare le critiche strumentali di alcuni distretti italiani pregiudizialmente avversi alla fondazione.

Tornando al nostro Club è doveroso, proprio nell’ottica di come vogliamo immaginarcelo tra qualche anno, perseguire una politica di incremento dell’effettivo che privilegi la qualità dei futuri soci anche a scapito della quantità. Dopo molti anni, il Presidente internazionale di quest’anno è un europeo ed il suo approccio al tema dell’effettivo è sicuramente in discontinuità con i recenti past president: qualità e spirito rotariano dei nuovi soci innanzitutto. Da privilegiare inoltre l’ingresso di soci giovani e di donne soprattutto in un Club come il nostro dove la rappresentanza femminile è ben al di sotto della media.

Per quanto concerne la Rotary Foundation è mia intenzione raccogliere l’eredità lasciatami dall’amico Gino che, suo malgrado, non è riuscito ad organizzare – nella sua annata – il Concerto di primavera il cui fine, com’è a voi ben noto, è quello di finanziare il Progetto Polio Plus. Cercherò anche in questo caso di coinvolgere gli altri rotary cittadini e della provincia per la miglior riuscita dell’evento in termini di presenze e di somme raccolte per la finalità di cui sopra.

Sul piano della comunicazione è stato fatto molto negli ultimi anni ma i repentini e continui cambiamenti nelle modalità con cui si comunica, impongono di essere al passo coi tempi. Alla tradizionale comunicazione a mezzo carta, a me tanto cara, si aggiunge una comunicazione cosiddetta digitale a cui appartengono i social network e internet. Dedicare attenzione e cura a questa ormai sicuramente non nuova ma in continua evoluzione forma di comunicazione, è opportuno e doveroso. Resta tuttavia inteso che per comunicare occorre il materiale principale ovvero la notizia. Starà quindi a noi tutti creare occasioni di comunicazione ovvero service che siano all’altezza di questo nostro prestigioso Club e che in quanto tali meritino di essere comunicati all’esterno.

Infine, guardando al futuro non possiamo non pensare ai giovani. Le iniziative rotariane su cui investire sono il Rotaract, l’Interact, il Ryla e lo scambio giovani; per quest’ultimo dovremo per forza di cose aspettare. Voglio comunque sperare che nel secondo semestre dell’anno si possa tornare a parlarne; una iniziativa che reputo un’esperienza di grande valore formativo per gli adolescenti. Sulle altre sono sicuro che Romano Gori, dall’alto della sua esperienza e con l’ausilio di Roberta Romano e Giuseppe Paternò, sapranno sottoporre al consiglio i migliori progetti per i giovani.

Concludo questa mia relazione come l’ho iniziata ovvero ringraziando tutti i miei consiglieri e tutti i componenti le commissioni – che a breve vi illustrerò – per la loro disponibilità ad aiutarmi; sono certo che faremo bene perché lo spirito con cui abbiamo già condiviso molte progettualità mi lascia solo ben sperare per quest’annata

Grazie di nuovo a tutti per la fiducia e buon Rotary.

Pisa, 1 luglio 2020
Sandro Sgalippa