Relazione programmatica per l’annata 2019-2020

Gino Dini, Presidente Rotary Club di Pisa – A.R. 2019 – 2020

Carissimi Soci, carissime Amiche, carissimi Amici,

è con grande orgoglio ed emozione che mi trovo oggi assieme a voi ad inaugurare la mia annata di Presidenza del Rotary Club di Pisa, del club di servizio più prestigioso, antico e ricco di tradizioni della nostra Città.

Chi lo avrebbe mai detto. Solo qualche anno fa non facevo parte di questo sodalizio che, devo ammettere, mi ha subito coinvolto e mi ha spinto ad aderire entusiasticamente ad una moltitudine di attività, iniziative e occasioni di dibattito che mai avevo vissuto fino ad allora. Ho conosciuto persone fantastiche, persone con le quali ho potuto condividere obiettivi culturali, sociali, di servizio alla nostra comunità, persone dalle quali ho ricevuto ora il “mandato” di guidare per un anno il Club e del quale sono particolarmente grato e, ripeto, orgoglioso. Orgoglioso di appartenere ad un Club carico di storia, composto da persone che hanno contribuito a scrivere pagine importanti, un Club il cui nome suscita grande rispetto e considerazione.

Devo ammettere che ho accettato con un briciolo di incoscienza, basta infatti scorrere la lista dei presidenti che mi hanno preceduto (“presidenti che hanno costituito una squadra, spesso di inarrivabili fuoriclasse, sempre di grandi campioni” come ebbe modo di dire Alberto Janni all’inizio del suo mandato) e non posso che preoccuparmi per la notevole responsabilità, ma allo stesso tempo sono consapevole del fatto che darò tutto me stesso per cercare di onorare nel migliore dei modi questo incarico e che sicuramente potrò contare sull’aiuto di coloro che parteciperanno al consiglio direttivo e alle commissioni, sui suggerimenti e proposte da parte di tutti i soci, sempre graditi e ai quali cercherò di dare seguito, ma anche sulle critiche e sulle opinioni discordanti dal mio operato, sicuramente inevitabili, ma pur sempre anch’esse costruttive e ricche di stimoli.

Potrò sbagliare, anzi, sicuramente lo farò, e spero che per questo mi possiate perdonare fin d’ora, ma state certi che non lo farò per secondi fini, ma nella consapevolezza di aver operato al meglio delle mie possibilità.

Ricordo ancora la chiamata telefonica da parte della Commissione di Designazione, e in particolare di Romano Lazzeroni e di Marco Santochi, un mercoledì sera di novembre, mentre ero a casa intento a prepararmi per una nostra conviviale. Devo dire che me lo aspettavo, anche se avevo più volte detto che avrei gradito un incarico qualche anno più tardi, vista la mia ancora limitata esperienza rotariana, ma sotto sotto la proposta mi ha inorgoglito enormemente, ho tirato un po’ per le lunghe, così da poterne parlare in famiglia, ma poi ho accettato come è giusto che fosse.

Avete puntato su una persona riservata, con un profondo senso del dovere e che proprio per questo ha puntigliosamente preparato quest’annata partendo molto in anticipo, molto spesso sottraendo tempo agli impegni accademici e professionali.

Devo infatti ammettere che mi sono preparato e ho cercato di studiare a fondo. Quante volte mi sono sentito dire scherzosamente da voi nei mesi passati: “stai studiando ?”. Niente di più vero e, direi, auspicabile: tutti noi dobbiamo conoscere bene la struttura, la storia, i problemi della grande organizzazione di cui facciamo parte, e per questo mi sono meticolosamente impegnato, leggendo quei favolosi enucleati di storia rotariana che sono i saggi del nostro compianto socio Ezio Pala. Non ho avuto con lui una stretta conoscenza personale, avendo egli diradato la presenza nel club proprio mentre io stavo entrando, ma mi è stato molto vicino quando sono stato nominato, complimentandosi con me e rivolgendomi parole di elogio che mi hanno indubbiamente gratificato e dato ulteriore coraggio ad assumere questo importante incarico.

Molto utile è stata inoltre la lettura dei programmi dei precedenti presidenti e dei bollettini periodici, un vero tesoro archiviato nel nostro sito web, una vera e propria memoria storica degli ultimi anni, una tradizione da non disperdere, anzi da valorizzare e da rafforzare sempre più, utile, anzi indispensabile a tutti coloro che dovranno assumere il mandato di presidente, ma non solo, anche e soprattutto ai nuovi soci, ai quali consiglio una approfondita e attenta lettura.

Prima di dettagliare le linee guida programmatiche del mio anno di presidenza, permettetemi di ringraziare coloro che mi hanno introdotto nel mondo rotariano e soprattutto coloro che mi hanno voluto e mi hanno incoraggiato in questa nuova esperienza. Perdonatemi se per motivi di brevità non cito tutti i soci del Club, i quali mi hanno accordato la loro fiducia, ma sento il dovere e il piacere di ringraziare in particolar modo Marco Santochi, mio grande maestro e punto di riferimento in ambito accademico, e colui che mi ha presentato nel Club; Gianluca De Felice, con cui ho vissuto il mio primo anno da segretario e con il quale ho condiviso un’annata molto intensa e ricca di soddisfazioni; Nicola Giorgi, presidente della mia seconda annata da segretario; Michele Froli, con il quale ho vissuto momenti non solo sociali, ma anche familiari e, non ultimo, Andrea Mattolini, che desidero particolarmente ringraziare come amico e collaboratore nella gestione del club.

Sono convinto che questa annata che sta per iniziare sarà molto onerosa e impegnativa per me ma, spero, anche ricca di soddisfazioni. L’operato di un presidente non può però fare a meno del supporto di una squadra che, ognuno nel proprio ruolo e con il tempo che potrà mettere a disposizione, consentirà al meccanismo del Rotary, ben oliato dalle precedenti gestioni, di funzionare a dovere. In mio aiuto ci sarà sicuramente il Consiglio Direttivo, costituito da persone che, sono convinto, garantiranno un sostanziale contributo alla organizzazione delle attività e un valido sostegno nelle decisioni che dovranno essere prese nel corso dell’annata. Sono quindi orgoglioso di presentare la squadra composta dai vice presidenti Gianluca De Felice e Marco Santochi, dal segretario Tommaso Menchini Fabris, dal tesoriere Andrea Mattolini, dai consiglieri Aurelio Costa e Michele Froli, dal prefetto Tommaso Fabbrini e, ovviamente, dal past president Tommaso Strambi, al quale vanno tutti i miei sinceri complimenti per l’annata appena trascorsa e per il programma di notevole spessore che ha sapientemente allestito e che ha dato ulteriore lustro e prestigio al Club. Il Consiglio Direttivo sarà completato dal presidente incoming Sandro Sgalippa, la cui nomina mostra come il Club possa sempre contare per il futuro su persone di notevole capacità e competenza e capaci di garantire quella continuità di intenti, linfa vitale per perseguire obiettivi sempre più importanti. Auguro a Sandro di svolgere durante questo anno un proficuo lavoro preparatorio, essenziale per l’impegnativo incarico che lo attende.

Le commissioni saranno 6 e saranno presiedute da: Giuseppe Turchetti (progetti), Enrico Bonari (effettivo), Nicola Giorgi (premio Galilei), Alberto Janni (Fondazione Rotary), Romano Gori (giovani), Gabriele Bonadio (pubbliche relazioni). La squadra sarà completata da Giuseppe Taddei, istruttore di club e Tommaso Menchini Fabris, delegato Rotaract.

Uno dei primi aspetti che intendo curare, è quello di consolidare la collaborazione con gli altri Club della nostra area, e in particolare con i due Club cittadini, il cui lavoro sinergico potrebbe rappresentare un elemento di forza e di slancio per poter perseguire obiettivi importanti con tangibili ricadute sul nostro territorio. A tale scopo, ho da tempo allacciato proficui rapporti con i presidenti dei Rotary Club Pisa Galilei e Pisa Pacinotti, così da stabilire una comunione di intenti e una “massa critica” che ci consenta di avere un maggiore peso nelle azioni e nelle attività che intenderemo svolgere.

Fondamentale, da questo punto di vista, sarà indubbiamente la collaborazione con il Rotaract Club, da sempre componente basilare nelle nostre più importanti attività. Il loro entusiasmo e la loro spinta propulsiva saranno un importante e indispensabile aiuto e, allo stesso tempo, il nostro sostegno nei loro confronti, non solo economico, costituirà per loro una motivazione in più per impegnarsi nei loro service.

Altresì importanti saranno le connessioni con il territorio, con gli enti e le istituzioni locali. Questo aspetto è stato particolarmente enfatizzato nel suo messaggio di insediamento dal Presidente del Rotary International Mark Maloney che, con il motto “Il Rotary Connette il Mondo”, ha delineato come sia importante costruire un Rotary più forte, invitando tutti i direttivi ad approfondire le connessioni dei club con le loro comunità: “Il Rotary”, ha sottolineato Maloney, “ci consente di connetterci gli uni con gli altri, in modi profondi e significativi, attraverso le nostre differenze. Ci connette con persone che altrimenti non avremmo mai incontrato. Ci connette con le nostre comunità, con le opportunità professionali e con le persone che hanno bisogno del nostro aiuto“.

Conviviali

Il “file rouge” che intendo seguire per la mia annata, con qualche ovvia digressione, sarà quello di dare adeguato risalto e valorizzazione alle eccellenze del nostro territorio, inteso non solo come Provincia di Pisa e zone limitrofe, ma anche, in senso più esteso a tutto il territorio nazionale.

Quanto volte si sente dire, soprattutto dai mass-media, che il nostro Paese ha “il triste primato di…” oppure che si trova inesorabilmente nelle ultime posizioni di classifiche più o meno rilevanti riguardanti vari aspetti sociali, economici o del vivere quotidiano. In effetti, è sotto gli occhi di tutti che esiste una Italia che non funziona, che corre meno di quanto potrebbe, che si muove meno di come dovrebbe, e ma esiste anche un’Italia che invece, non solo ce la fa, ma che rappresenta, in certi settori, anche strategici, un esempio per tutto il mondo.

Questa Italia molto spesso non viene messa in giusta evidenza, nella luce che meriterebbe, per motivi qualche volta di convenienza “politica” o anche per quel senso di autocommiserazione tipico del genere italico.

E allora perché non evidenziare anche i campi dove siamo bravi, dove siamo i migliori del mondo, dove sono presenti persone e team di lavoro che farebbero invidia a paesi industrialmente evoluti quanto il nostro. Tra i prodotti più di successo ci sono storie che riguardano svariati ambiti manifatturieri: macchinari di ogni tipo, intere linee produttive, imbarcazioni da diporto, navi da crociera, automobili, elicotteri, calzature in cuoio, abbigliamento, pelletteria. E la storia di questi prodotti ci aiuta a capire cosa è successo negli ultimi vent’anni in questi settori, qualcosa di nascosto ai più, ma che vale la pena di scoprire e far emergere, non nei loro aspetti strettamente tecnici e specialistici, ma in quelli che permettono di evidenziare le nostre competenze e le capacità di innovazione e creatività universalmente riconosciute e apprezzate.

Ebbene, l’obiettivo che intendo perseguire in alcune conviviali è proprio quello di dare il meritato risalto a queste “eccellenze nascoste”. Far conoscere cosa c’è dietro le quinte del meraviglioso mondo del manifatturiero del nostro Paese, settore trainante della nostra economia. Alcuni esempi, in funzione della disponibilità degli oratori, potranno riguardare il settore dell’automobile e dei suoi derivati, dall’area industriale di Pontedera fino ad arrivare all’Emilia-Romagna, patria dei motori, il settore della moda e dell’abbigliamento, con l’area del Valdarno Inferiore per le pelli e di Firenze per il settore del lusso, il polo mondiale della carta di Lucca, la nautica, il turismo, il settore agro-alimentare e, non ultimo, il settore della ricerca con le nostre tre università, i poli tecnologici e le numerose spin-off universitarie sorte in questi ultimi anni.

Come ho anticipato precedentemente, ci saranno ovviamente digressioni dal tema. Una di queste potrà interessare un evento al quale sono particolarmente affezionato e che ha segnato la mia gioventù: mi sto riferendo all’anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla luna. Era infatti il 21 luglio 1969, 50 anni fa, quando Neil Armstrong compì il primo passo sul suolo lunare. Un’impresa epica, condotta al termine di una estenuante contrapposizione, non solo tecnica, con il colosso sovietico, e che noi, ragazzini all’epoca, vivemmo con fortissima emozione e trepidante attesa. Il mio intento è quello di rivivere quel momento, forse un po’ folle da parte dell’uomo, ma pur sempre ricco di pathos e di intensa emotività ancora ben presente in alcuni di noi e, con l’occasione, ricordare la figura di un professore pisano, mio padre, in quegli anni tra i massimi esperti in campo aerospaziale.

Progetti

Per quanto riguarda le iniziative di pubblico interesse, posso anticiparvi che abbiamo già presentato al Distretto, nell’ambito delle sovvenzioni annuali, un progetto sul “civismo” e sulla necessità di recuperare tra i giovani quella forma di rispetto verso gli altri e verso il “bene comune” identificabile con tutto ciò che appartiene all’intera società.

Il progetto, che avrò il piacere di illustrare nei dettagli nel corso dell’annata, consiste nel contribuire a riqualificare un’area della città di Pisa attualmente degradata e deturpata da graffiti vandalici, sostituendo questi con un’opera di rilevante valore artistico ed estetico. L’obiettivo è duplice: trasmettere il messaggio ai giovani circa l’inopportunità della pratica dei graffiti vandalici, assai diffusa in molte aree del centro e della periferia, e donare alla città di Pisa un’opera di un qualificato artista, esponente di rilevanza internazionale della corrente culturale degli “street artists”.

I giovani saranno i protagonisti di altri progetti che gradirei portare avanti nel corso dell’annata e proporre alla commissione presieduta da Giuseppe Turchetti. In primis il programma “I giovani incontrano il mondo del lavoro”, sapientemente coordinato negli anni passati da Romano Gori, e a cui ho chiesto di dare continuità a tale iniziativa che ha visto un sempre maggiore successo e crescente interesse da parte delle scuole della nostra città e una competente e attiva partecipazione di diversi consoci.

Un altro progetto riguarda il sostegno alle attività svolte dalla Squadra Corse dell’Università di Pisa: la cosiddetta “Formula Student”. Questa squadra, composta esclusivamente da studenti universitari, partecipa annualmente al campionato italiano ed europeo per vetture da competizione. La peculiarità di questa formula è che la squadra deve progettare, sviluppare e mettere a punto autonomamente la propria vettura, dimostrando, non solo doti tecniche, ma anche comunicative, organizzative e di oculata gestione del budget a disposizione, con idee che siano allo stesso tempo innovative ma anche sostenibili economicamente. Questi gruppi, presenti nei più importanti atenei europei, rappresentano importanti palestre per sviluppare quelle doti e quelle competenze che costituiscono un patrimonio di notevole rilevanza spendibile negli anni futuri, non solo per gli studenti di ingegneria, ma anche per le altre componenti provenienti da svariati corsi di studio come economia, scienze politiche, lettere, chimica, informatica e altre ancora.

Premio Galilei

Indubbiamente il Premio Galilei rappresenta lo snodo centrale della prima parte dell’annata e che vedrà l’impegno della commissione presieduta da Nicola Giorgi. Un grande sforzo organizzativo è infatti dedicato a questo evento che costituisce, come tutti sapete, il nostro motivo di orgoglio a livello nazionale, ma non solo.

Già da tempo mi sono attivato affinchè la cerimonia di conferimento del Premio possa ritornare nella sua “sede naturale” nel Palazzo della Sapienza, in quella meravigliosa “Aula Magna Nuova” recentemente recuperata con una mirabile opera di consolidamento dopo i danni provocati qualche anno fa da un evento tellurico che ne minò la struttura portante. A tale proposito posso annunciare che pochi giorni fa ho avuto la conferma dal Rettorato che ciò sarà possibile.

Ho inoltre contattato il prof. Marco Mancini, presidente del Premio, con il quale ho voluto in particolare trattare il problema della sua visibilità e promozione. Il premio è indubbiamente prestigioso, è giustamente riconosciuto come “Nobel italiano”, ma diciamoci la verità, quanti effettivamente ne hanno mai sentito parlare tra il grande pubblico, e dirò di più, quanti lo conoscono in ambito scientifico, soprattutto nel settore delle scienze della natura, quali la medicina, l’ingegneria, la chimica ed altre ancora ? La sua storia, le sue tradizioni, la sua rilevanza nei vari campi del sapere umano meritano sicuramente una più larga e diffusa conoscenza attraverso azioni mirate da compiersi proprio in occasione del conferimento del premio.

Fondazione Rotary

Ogni Rotariano ha la capacità, attraverso la Fondazione Rotary, di cambiare la vita delle persone più sfortunate. La missione della Fondazione è quella di sostenere gli sforzi del Rotary International per il raggiungimento della pace e della comprensione internazionale”. Questa frase, estratta dal manuale della commissione per la Fondazione Rotary, più di molte altre esemplifica l’importanza e la portata dell’azione che potremo svolgere a suo sostegno, per la quale dobbiamo compiere ogni sforzo per darle continuità negli anni.

Il mio impegno in tal senso sarà quello di organizzare un evento in primavera, eventualmente svolto in collaborazione con gli altri Rotary cittadini, per permettere una adeguata raccolta di fondi, nel solco della tradizione che ci ha sempre contraddistinto. Darò quindi incarico alla commissione presieduta da Alberto Janni di procedere in tale direzione.

Visite e gite

Il tema dell’aggregazione tra i soci è sicuramente tra i più dibattuti negli ultimi anni, stimolato soprattutto dal calo dell’assiduità e della partecipazione attiva alle iniziative del club. Un maggiore e consolidato affiatamento rappresenterebbe indubbiamente quel collante che ci permetterebbe di dare maggiore incisività e forza alle nostre azioni, potendo contare su una maggiore condivisione di intenti e concorso di idee. Da questo punto di vista, le visite e le gite, anche di un solo giorno, costituiscono momenti di straordinaria importanza, fornendo allo stesso tempo occasioni di arricchimento culturale per i partecipanti.

Per quanto riguarda l’organizzazione di queste iniziative, sono al solito graditi i suggerimenti di tutti, ma personalmente cercherò di riallacciarmi al tema principale delle conviviali di questa annata e cioè “la valorizzazione delle eccellenze”, proponendo visite legate ai vari settori del manifatturiero.

Pubbliche relazioni

Desidero infine riservare una parte del mio discorso programmatico anche al tema delle pubbliche relazioni in quanto reputo questo aspetto strategicamente importante sotto vari punti di vista.

E’ infatti indispensabile far conoscere le nostre attività all’esterno, mirando a divulgare ciò che facciamo e, più in generale, puntando ad incrementare la conoscenza di cosa sia il Rotary e di come esso agisca a favore della comunità; ma non solo, è altrettanto importante farle conoscere al nostro interno, rendendo partecipi tutti i nostri soci dei risultati raggiunti. E’ fondamentale che al termine di una attività venga fornito un resoconto di ciò che è stato realizzato, facendo sì che tutti siano consapevoli e informati delle azioni svolte nel corso dell’anno. E qui diventano importanti non solo le divulgazioni a mezzo stampa del nostro operato, ma anche e soprattutto la pubblicazione periodica del bollettino, come già detto vera e propria memoria storica del club, e il mantenimento di un sito web sempre aggiornato.

Care amiche e cari amici, questo è quanto volevo comunicarvi come primo atto ufficiale della mia presidenza. Come avete potuto notare la parola “giovani” emerge spesso in queste linee programmatiche: ai giovani è rivolto il progetto finanziato con il grant distrettuale, ai giovani sono dedicate importanti iniziative come la loro introduzione nel mondo del lavoro o il sostegno ad attività di sviluppo e ricerca. Spesso si sente dire: “Un Paese che non investe nei giovani è un Paese che non ha futuro”, ed è vero, essi rappresentano il nostro domani e, direi, il futuro della nostra associazione. Pertanto è importante investire su di loro, nella ferma convinzione tuttavia che, solo quando al coraggio e alla spregiudicatezza dei giovani si affianca l’indispensabile e insostituibile esperienza delle persone più mature, una nazione può prosperare e una associazione può svilupparsi e progredire armoniosamente.

Concludo questa prolusione, ringraziandovi nuovamente per avermi onorato di questo incarico, conscio della mole di lavoro da svolgere ma consapevole di avere la famiglia sempre al mio fianco, a cui chiederò disponibilità e pazienza, ma anche un indispensabile e preziosissimo sostegno e aiuto che solo questa potrà e saprà darmi.

Ringraziandovi per l’attenzione e restando insieme al Consiglio e alle Commissioni a disposizione per qualsiasi osservazione, suggerimento o contributo, auspico le migliori fortune per il Rotary in generale, per il nostro Club e, soprattutto, per la nostra amicizia.

Pisa, 3 luglio 2019

Il Presidente del Rotary Club di Pisa 2019-2020
Gino Dini